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Quesiti - 23/04/2012
settore:
CCNL applicato:
Limite massimo di età per poter stipulare un rapporto di lavoro subordinato
Considerato che esiste un’età minima per poter assumere un lavoratore dipendente, esiste pure un limite massimo oltre il quale non è più possibile instaurare un rapporto di lavoro subordinato
Soluzione proposta:
Risponde l'esperto:
Il nostro ordinamento giuridico, mentre prevede un limite minimo di età all’assunzione, nulla dice in merito ad un limite massimo di età per poter stipulare un contratto di lavoro.
Pur tuttavia, non è raro, anzi assai frequente, l’utilizzo dei limiti massimi di età come strumento di selezione nei procedimenti di assunzione tanto nelle imprese private quanto all’interno delle pubbliche amministrazioni.
L’Italia, ad esempio, continua a fare uso della richiesta di un requisito anagrafico in taluni ruoli, come le Forze armate.
Questa prassi, oltre a rappresentare un evidente ostacolo all’accesso al mondo del lavoro, è in totale controtendenza con quanto stabilito, a livello di princìpi, nell’ambito della Comunità europea.
L’articolo 13 del Trattato Ce, come modificato dal trattato di Amsterdam, assegna al Consiglio la facoltà di prendere i necessari provvedimenti per combattere le discriminazioni fondate, tra l’altre motivazioni, sull’età.
La direttiva europea, n.2000/78/CE del 27 novembre 2000, emanata dal Consiglio, sulla base dell’art. 13 del trattato detta un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. Essa mira a combattere "… le discriminazioni fondate sulla religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali, per quanto concerne l’occupazione e le condizioni di lavoro …" (articolo 1).
Sempre la direttiva, all’articolo 4, paragrafo 1, così prevede: "Fatto salvo l’articolo 2, paragrafi 1 e 2, gli Stati membri possono stabilire che una differenza di trattamento basata su una caratteristica correlata a uno qualunque dei motivi di cui all’articolo 1 non costituisca discriminazione laddove, per la natura di un’attività lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata, tale caratteristica costituisca un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa, purché la finalità sia legittima e il requisito proporzionato".
Ed ancora, l’articolo 6 della direttiva stabilisce anche che gli Stati membri possono prevedere che le disparità di trattamento in ragione dell’età non costituiscano discriminazione laddove esse siano oggettivamente e ragionevolmente giustificate, nell’ambito del diritto nazionale, da una finalità legittima e i mezzi per il conseguimento di tale attività siano appropriati e necessari. La stessa disposizione stabilisce che tali disparità di trattamento possono includere, fra l’altro, la fissazione di un’età massima per l’assunzione basata sulle condizioni di formazione richieste per il lavoro in questione o la necessità di un ragionevole periodo di lavoro prima del pensionamento.
Come normalmente avviene, la vigilanza sulla corretta attuazione della normativa comunitaria da parte degli Stati membri è a cura della Commissione europea.