X
Quesiti - 22/11/2012
settore:
CCNL applicato: CCNL industria Metalmeccanica
co.co.co.con agente/rappresentant

Vorrei sapere quale sia secondo Voi l’esatta interpretazione della locuzione “Ferma restando la disciplina degli agenti e rappresentanti di commercio…..” per l’esclusione di questi dall’obbligo del progetto in un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (art. 61 decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, come modificato dalla legge 92/2012). In sostanza: si può stipulare un contratto di co.co.co. con un agente/rappresentante (non strutturato in forma imprenditoriale) senza che questi debba iscriversi nel ruolo della C.C.I.A., prendere la P.Iva, iscriverlo all’Enasarco, IVS commercianti, ecc.? E se sì, quali requisiti minimi devono risultare per opporsi ad un eventuale ipotesi di rapporto di lavoro subordinato?

Soluzione proposta:

Non essendo l'agente/rappresentante strutturato in forma imprenditoriale (mancanza di mezzi, autovettura, ecc.) è possibile instaurare un rapporto di co.co.co. senza altre iscrizioni oltre a quella alla Gestione Separata Inps.

Risponde l'esperto:

La Legge 92/2012, a parere di chi scrive, non rappresenta certo la pietra angolare della tecnica legislativa di scuola italiana, specie dal punto di vista di chi, come i Consulenti del Lavoro, la legge sono chiamati a renderla “viva”; mancando ancora un’opportuna interpretazione giurisprudenziale, ci permettiamo di interpretare il pensiero del legislatore, celato dietro la locuzione richiamata nella domanda, secondo il seguente pensiero personale:

 

La disciplina degli agenti e rappresentanti di commercio è contenuta nella Legge 204/1985 ed è stata oggetto di modifica con il Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n.59, il quale ha dato attuazione alla direttiva 2006/123/CEE (Direttiva Servizi).

 

Benché dal quadro normativo sia stato rimosso il “Ruolo” degli agenti e rappresentanti di commercio, l’attività esercitata resta sempre tra quelle regolamentate per la quale è necessario il possesso dei requisiti dettati dall’art. 5 della Legge 204/1985, pena le sanzioni di cui al successivo art. 8.

 

La novella introdotta dalla Legge 92/2012, che impone l’individuazione di un progetto specifico per la genuina instaurazione di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, comporta una specifica sanzione nel caso di mancanza del progetto consistente nella costituzione di un rapporto di lavoro subordinato sin dall’origine.

Nel caso specifico degli agenti e rappresentanti, il citato art. 5, comma 3, precisa che “L’iscrizione nel ruolo è incompatibile con l’attività svolta in qualità di dipendente da persone, associazioni o enti, privati o pubblici”: è evidente, quindi, che nei rapporti con gli agenti e rappresentanti l’applicazione della sanzione della “conversione” della tipologia contrattuale comporterebbe l’incompatibilità con l’iscrizione al “Ruolo” e l’assoggettamento dell’Agente alle sanzioni ex art. 8 Legge 204/1985.

 

A parere di chi scrive, quindi, per gli agenti e rappresentanti di commercio, proprio in virtù della specifica disciplina non è applicabile l’automatismo sanzionatorio della “conversione” ex tunc del contratto di collaborazione in rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, ma sarà necessario indagare nel dettaglio il concreto svolgimento del rapporto per individuare l’eventuale sussistenza dei noti canoni della subordinazione.

 

Circa l’obbligo di iscrizione alla C.C.I.A.A., bisogna distinguere tra l’Annotazione nel registro delle notizie economiche e amministrative-REA (sostitutiva dell’iscrizione al soppresso Ruolo) e l’iscrizione al Registro imprese; solo la prima è in ogni caso obbligatoria, mentre la seconda richiede l’ulteriore requisito dell’esercizio dell’attività in forma imprenditoriale, giusto disposto del 3 comma art. 74 Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59.

 

Per concludere, siamo certi che con una attenta analisi delle concrete modalità di svolgimento dell’attività da parte dell’agente e/o rappresentante, congiuntamente con i presupposti oggettivi e soggettivi richiesti dalle specifiche normative, il Consulente del Lavoro possieda le competenze per giungere alle corrette determinazioni.

 

F.to Fioravante Davide Ambrogio